GIUSTIZIA DI STATO È FATTA

da | Dic 1, 2022 | In Evidenza, Archivio, Attualità, Comunicati Stampa | 3 commenti

Come la maggior parte degli avvocati e dei ricorrenti alla Corte costituzionale contro l’obbligo vaccinale sapevano, oggi, la “Suprema Corte” ha decretato l’inammissibilità al giudizio. In una Italia tutta “pizza e mandolino e Triccheballacche” anche la giustizia – sempre di più – rappresenta degnamente il popolo della pizza e del mandolino. E non poteva essere altrimenti. Nessun riferimento alle procedure di autorizzazione del vaccino, né sui dati inerenti alla sicurezza nell’inoculazione a medio e lungo termine, né sul “ricatto informato”, alla faccia dei morti e degli invalidi permanenti che si contano a decine di migliaia.

Dare ragione ai ricorrenti avrebbe significato ripagare i danni a chi era stato ricattato e restituire stipendi ai sospesi…meglio per tutti “archiviare” la cosa con la dicitura “non sproporzionate le scelte del legislatore adottate in periodo pandemico sull’obbligo vaccinale del personale sanitario”.

La domanda sorge spontanea…Ma la giustizia? I morti? gli invalidi permanenti? Il personale lasciato a casa senza la possibilità di lavorare? Gli art. 1,2, 3 e 36 della Costituzione? Semplice…per la Corte Costituzionale solo carta igienica…

Purtroppo è solo l’ennesima storia italiana fatta di nomine politiche in magistratura e di sentenze politiche già scritte, nel mentre in America non sarebbe successo, anzi non è successo…Ma noi , ricorrenti ed avvocati, lo sapevamo già e – questa volta – abbiamo “usato” la “Suprema Corte” solo ed esclusivamente perché rappresentava l’ultimo grado di giudizio obbligatorio, prima di ricorrere alla Corte Europea e non perché avevamo fiducia nella “Corte”. Anche perché a dirlo con un aforismo , siamo adulti e “vaccinati” contro questo sistema.

Si…esimi giudici…. perché ricorreremo alla Corte Europea e chiederemo di sanzionare l’Italia sulle discriminazioni utilizzate dal Governo italiano nei confronti degli over cinquantenni, del personale sanitario, dei docenti e di quanti si sono visti allontanare dal luogo di lavoro e dalla possibilità di garantire il sostentamento per sé e per la propria famiglia.

“I Panni sporchi”, questa volta e non per colpa nostra, non li laveremo in famiglia ma li faremo lavare all’Europa che dovrà giudicare il comportamento del Governo italiano. Noi andiamo avanti, voi invece oggi avete – una volta in più – dimostrato che in Italia esiste una giustizia dei ricchi, delle case farmaceutiche e dei potenti, che avete ben protetto non entrando nel merito e provando – ove mai fosse ancora necessario – che il sistema giudiziario italiano va irrevocabilmente ed immediatamente riformato.

In Italia la giustizia si applica ai nemici e si interpreta per gli amici, la Corte Costituzionale non poteva sfuggire a questa legge non scritta, ma da qualche anno sempre più utilizzata da una certa magistratura che nei formalismi evita di giudicare e si lava le mani peggio di Ponzio Pilato.

Andremo avanti sia giudiziariamente, sia dal lato “scientifico” e – come già sta accadendo – dimostreremo gli effetti avversi e le correlazioni, e quando ci riusciremo – perché ci riusciremo – faremo fare le valigie a quanti hanno imposto un obbligo infame e che ha giudicato “non sproporzionate le scelte del legislatore”

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3 Commenti

  1. Silvia Santa Stawski

    Volevo che ci fosse ancora una piccola speranza di giustizia, ora siamo lo zimbello di tutti

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  2. Nunzia

    Tutto ciò che avete scritto e descritto rin modo chiaro lucido e soprattutto realistico rappresenta la nostra attuale situazione italiana! Siamo in dittatura e i cosiddetti forti i poteri si coprono e si sostengono. Io lo spero proprio che la giustizia Europea non sia anche essa collusa. Forza e andiamo avanti. Grazie
    Nunzia

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  3. Paola Vadalà

    Ottima considerazione , sempre avanti !!
    Grazie FISI, per quello che hai fatto e per quello che farai …
    La FISI si è esposta molto pur di portare avanti questa battaglia per salvaguardare i diritti del lavoratore , perdendo così però , del consenso …
    Questo dimostra coraggio e coerenza.

    Rispondi

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