2 GIUGNO: È ANCORA FESTA DELLA REPUBBLICA?

da | Giu 2, 2022 | Attualità, In Evidenza | 3 commenti

Diventa sempre più difficile trovare sufficienti ragioni per festeggiare in questa giornata.

A 76 anni dalla istituzione di questa festa, sono tanti troppi gli italiani che non la sentono più come la loro festa. Ma cosa è successo in questi anni per generare tanta disaffezione?

Nel 46 attraverso il referendum, gli italiani licenziarono la monarchia, per darsi un modello di democrazia ampiamente partecipata. Il ruolo dei partiti ed il grande desiderio di riscatto, hanno poi reso grande questo Paese nel mondo.

Certo non sono mancati i problemi nella prima repubblica, ma nel tentativo di contenere certe derive, prima tra tutte quella morale, si è preferito buttar via l’acqua sporca e anche il bambino ed il bambino era la nostra repubblica.

Dalla metà degli anni 90, le nostre istituzioni sono occupate da tribù di parassiti usurpatori ed incapaci. Il leaderismo si è trasformato in culto della persona e l’attenzione delle istituzioni si è spostata sulla tutela di interessi specifici a discapito di quelli collettivi. Un progressivo decadimento delle nostre istituzioni, occupate da improbabili politici che hanno portato il Paese al disastro.

L’anno scorso il Presidente Mattarella, nella celebrazione di questa giornata ebbe a dire:

  • la Repubblica è libertà e democrazia
  • la Repubblica è legalità
  • la Repubblica è solidarietà
  • la Repubblica è umanità e difesa della pace e della vita.

Lui, da anziano ricordava gli albori della Repubblica che veniva dagli orrori della guerra ed era in grave crisi economica, ha gioito delle grandi riforme che il Paese seppe darsi:

  • lo Statuto dei lavoratori
  • le riforme della scuola e l’obbligo scolastico
  • l’istituzione del SSN

Oggi, lo Statuto dei lavoratori è completamente ignorato ed offeso e – cosa ancora più grave – con la complicità delle maggiori organizzazioni sindacali, che oggi si sentono chiamate a cooperare con il Governo. Come ha ricordato l’imbonitore Draghi al recente congresso della CISL.

La scuola, è stata completamente stravolta è trasformata da luogo di inclusione per eccellenza a luogo di esclusione e discriminazione.

Sorvolo sui soprusi che hanno riguardato e riguardano migliaia di lavoratori della scuola, docenti e non ma non posso tacere sulla offesa di Draghi alla nostra intelligenza.

Mantengono l’obbligo delle mascherine anche per i nostri bambini e poi si fanno ritrarre sorridenti e beffardi senza mascherine insieme ai loro colonnelli.

La sanità poi si è rivelata il vero tallone di Achille del nostro sistema, con il comparto pubblico sempre più in crisi per effetto dei tagli ed il comparto privato sempre più centrato sul business  e lontano dai bisogni del cittadino.

Ora, l’impoverimento del Paese è ad un punto di svolta con il DDL concorrenza, che assesta un definitivo colpo ai principali asset.

Dulcis in fundo, è tornata anche la guerra e ci riguarda molto di più di quanto ci dicono.

Come vedete, abbiamo poco da festeggiare e se oggi siamo qui e non insieme alle istituzioni, è solo perché coltiviamo un sogno oltre che bisogno: liberare il Paese da questi lestofanti.

Solo allora torneremo a festeggiare e sarà festa grande, degna del popolo italiano.

Ciro Silvestri

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3 Commenti

  1. Anna sarno

    Articolo perfetto.purtroppo ci troviamo a vivere giorni difficili sia per una classe politica inetta e collusa sia per l indebolimento intellettuale e cognitivo della popolazione vittima delle strategie attuate con il covid e con la stampa .anch essa collusa. Speriamo di riprendere intelletto ed energia tali da salvare cio ‘ che ancora rimane

    Rispondi
    • Patrizia Mileto

      Una lettura acuta, amara e corrispondente alla realtà di questi anni. È anche stimolo a farsi partecipe di un percorso di recupero e sviluppo dei valori fondanti della nostra Costituzione, poiché Fisi è il sindacato che ad essa si ispira e difende nei luoghi di lavoro e nella società. Grazie di esistere.

      Rispondi
  2. Engel

    Concordo. Stiamo diventando come alcune nazioni del terzo mondo, in cui la politica é serva e felice cliente dei poteri forti che, a loro volta, spremono come Limoni il popolo, loro fonte di ricchezza.
    Abbiamo dimenticato la determinazione dei nostri Nonni, cadendo nella pavidità degli intenti. Gregge non popolo, e il gregge non sa festeggiare una Repubblica purtroppo.

    Rispondi

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