VARIANTE OMICRON, LA FINE DELLA NARRATIVA GOVERNATIVA.

da | Gen 8, 2022 | Sanità | 0 commenti

Con la comparsa della variante “OMICRON” sul fronte COVID il governo è corso immediatamente a giustificare nuove restrizioni delle libertà giustificandole con la maggiore trasmissibilità del virus – prima che si scoprisse il gioco – e senza alcun fondamento scientifico. Infatti, scientificamente, le cosiddette “varianti” nascono per due ordini di motivi: casualmente, per deriva genetica, per effetto dello spostamento di piccole popolazioni del virus e dei suoi ospiti; oppure per selezione naturale, perché alcune di queste mutazioni danno un vantaggio selettivo.
Attraverso indagini specifiche, si possono ricostruire degli alberi genealogici delle varianti e comprenderne origine e la diffusione. Si chiama biogeografia. Maggiore è la popolazione infettata – si ricorda nell’editoriale – più le varianti aumenteranno: ci sono molte mutazioni convergenti, avvenute in popolazioni molto lontane tra loro. Succede nell’evoluzione, perché c’è una forte pressione selettiva. Il vantaggio di un virus non è quello di essere letale per i suoi ospiti ma la contagiosità, la sua trasmissibilitàUna mutazione che permette maggiore contagiosità, di conseguenza, si diffonderà più velocemente e avrà più successo. Ma nei virus c’è anche un’altra pressione selettiva in più, causata da noi esseri umani. I farmaci e i vaccini sono anche essi pressioni selettive: se nasce una mutazione genetica che permette al virus di aggirare gli attacchi che gli muoviamo contro, questa viene proprio chiamata una “fuga selettiva”. Significa che l’organismo ha azzeccato una via per scappare all’attacco che abbiamo inferto. (fonte Nature Ecology and Evolution)

 

In altri casi, il virus modificato (mutato) può diventare resistente alla risposta del sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario) che si sviluppa durante l’infezione naturale o in seguito a vaccinazione. (fonte I.S.S. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/v/varianti-virali )

 

Tre diversi studi indicano che le infezioni da Omicron registrano tassi di ospedalizzazione più bassi ma tra i pazienti ricoverati non ci sono differenze tra un ceppo e l’altro in termini di gravità della malattia. Tre diversi team di scienziati hanno scoperto che le infezioni da Omicron provocano più spesso malattie lievi rispetto alle precedenti varianti del coronavirus. Uno studio dell’Imperial College di Londra conferma un tasso inferiore di ricoveri: meno 40-45% rispetto a Delta. Una ricerca che arriva dalla Scozia parla di tassi di ospedalizzazione inferiori del 66% e un’altra dal Sudafrica parla del 70-80% di ricoveri in meno. Quest’ultimo lavoro evidenzia tuttavia che una volta che i pazienti vengono ricoverati in ospedale non ci sono differenze tra contagiati con variante Omicron e contagiati con altre varianti, per quanto riguarda la gravità della malattia.

 

la tendenza, se si considera poi che il tasso di vaccinazione in Sudafrica e di gran lunga inferiore (intorno al 30%), a quello italiano, è nettamente in discesa. Secondo una dichiarazione del governo riportata dalla Bbc, sebbene la nuova variante sia altamente trasmissibile si sono registrati tassi di ricoveri ospedalieri inferiori rispetto alle precedenti ondate. Con Omicron più giovani finiscono in ospedale, ma i ricoveri restano nettamente inferiori a quelli registrati con le ondate precedenti e il quadro clinico della malattia è più leggero, tanto che il tasso di mortalità tra i ricoverati è passato dal 29,1% della terza ondata al 2,7% della quarta. È quanto emerge dall’analisi comparata dei ricoveri in ospedale nelle prime tre settimane di ciascuna delle quattro ondate di SARS-CoV-2 in Sudafrica, realizzato dal network di ospedali privati Netcare e pubblicato su Jama.  Dall’analisi è emerso che, tra quanti si presentavano in ospedale, il tasso di ricovero è sceso dal 68-69% nelle prime tre ondate al 41,3% con la quarta ondata, una riduzione di circa il 40%.

 

Falsi, o interpretati alla “cicero pro domo suo” dal Governo Italiano e pubblicizzati su network di regime, i dati sui vaccinati. Già avevamo visto che dei 134.000 morti nella prima ondata del virus, con dati paragonati tra l’Italia e la Germania, circa 62.000 morti potevano essere evitati con cure precoci e domiciliari invece di pubblicizzare la tachipirina, la vigile attesa e solo se non respiri rivolgiti in Ospedale. Morti generati dalla disorganizzazione sanitaria, dagli sperperi degli ultimi decenni e dai tagli lineari in sanità che avevano privilegiato la massificazione dell’assistenza (ospedali per specialità) in luogo di un potenziamento della assistenza territoriale. Ora si vorrebbe giustificare lo sfacelo sanitario cagionato dalla politica addossando la colpa ai non vaccinati, restringendo le libertà personali e introdurre il super green pass su tutto il mondo del lavoro massacrando ulteriormente l’economia italiana. Circa 9.000.000 di italiani (15,61%) di non vaccinati (dati veri) per colpa del Governo e di scelte scellerate del Governo non utilizzeranno più i ristoranti ed i bar, palestre, piscine, mostre, musei, centri termali e benessere, parchi tematici e di divertimento, centri culturali, centri sociali e ricreativi al chiuso (esclusi i centri educativi per l’infanzia), sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò, tutti i mezzi pubblici anche regionali e locali, stadi e stazioni sciistiche. Insomma, divieti e “permessi speciali” che non hanno nessun fondamento scientifico e che stanno distruggendo economicamente le piccole e medie attività in un crescendo di imposizioni totalmente illegittime ed in contrasto con le norme costituzionali sulle libertà personali, di commercio e di circolazione.

 

La percentuale di pazienti ospedalizzati rispetto ai positivi e pari all’1,6 %. Tra gli ospedalizzati positivi il 9,8% va in Terapia Intensiva (fonte https://www.agenas.gov.it/covid19/web/index.php?r=site%2Fgraph1). Se ipotizziamo, in una giornata, 120.000 nuovi positivi, di essi a circa 118.080 non succederà nulla o poco, 1.920 saranno ospedalizzati, e di questi circa 188 saranno trattati in terapia intensiva. Vediamo ora chi viene ospedalizzato e chi va in terapia intensiva e cosa succede: al 28 dicembre (dati I.S.S.), gli ospedalizzati sono pari 7.059 (49,20 % non vaccinati completamente) e 7.587 (51,80 % sono vaccinati con prima, seconda e terza dose) per un totale di 2.331 persone. I deceduti, invece, sono 1.337 (vaccinati, 57,35 %), 994 (non vaccinati 48,65 %,) per un totale di 2.331. I dati confermano – tutti – quello che stiamo dicendo oramai da più mesi e sono scientificamente inoppugnabili: pur essendoci una vaccinazione di massa pari a più del 90 % (come narra il Governo, in realtà siamo all’85 % circa) il virus circola allegramente ed è più trasmissibile ed i pazienti ospedalizzati e deceduti vaccinati rappresentano oltre il 50 % dei dati.  Ma perché? semplice il virus è mutato è più trasmissibile e meno aggressivo. Questo lo dicono le evidenze scientifiche e gli studi sul campo. Ma perché, tra gli ospedalizzati, la percentuale è simile tra vaccinati e non vaccinati? Semplice pure questo, al di là delle eccezioni che compaiono sempre, chi arriva in Terapia intensiva ha più patologie e condizioni di salute iniziali diverse e rischia di più. La vaccinazione di massa, quindi, non ha prodotto i risultati attesi ed è quindi fallita e proseguire su questa strada non porterà a miglioramenti di sorta come già visto in altri paesi europei e extra europei. Alla stessa stregua tamponare i soli non vaccinati rappresenta una discriminazione e non serve a scongiurare i pericoli della trasmissibilità del virus che, come abbiamo visto abbondantemente, colpisce non vaccinati e vaccinati. La narrazione del Governo italiano, quindi, è evidentemente non sanitaria ma di tipo militare e di controllo delle persone e le continue pressioni sulla popolazione se non termineranno porteranno ad un forte scontro sociale : centinaia di migliaia di posti di lavoro persi, sospensioni dal diritto al lavoro ed alla retribuzione per chi non si vaccina , continue restrizioni delle libertà inviolabili personali  e collettive, imposizione vaccinale , porteranno inevitabilmente ad alzare il tono dello scontro con conseguenze non immaginabili. Che questo Governo, che minaccia i cittadini ed estorce diritti costituzionali, faccia marcia indietro prima che sia troppo tardi. Ricordiamo sempre che una buona parte dei morti, per disorganizzazione, incompetenza o altro, come abbiamo dimostrato prima, li ha fatti questo Governo e non il virus. Lo stato di emergenza con questi dati è terminato e non deve essere prorogato, che questo Governo ne prenda atto e liberi i cittadini, anche della sua presenza.
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